Scegliere la varietà giusta: il primo passo verso la fioritura

Il catalogo delle camellie è vastissimo: esistono oltre 30.000 varietà registrate. Per il giardino italiano, la selezione si restringe considerevolmente quando si tiene conto del clima, della disponibilità nei vivai e della facilità di coltivazione. Le tre specie principali — japonica, reticulata e williamsii — hanno caratteri molto diversi e si adattano a situazioni diverse. Conoscere la specie prima della varietà è il modo più efficace per fare una scelta che duri decenni.

  • Le varietà più vecchie (anteriori al 1900) sono spesso le più robuste e adattabili: si sono già selezionate per il clima europeo in più di un secolo di coltivazione.
  • Le varietà moderne con fiori molto grandi o colori insoliti sono spesso più delicate: bellissime nei climi miti, deludenti nelle zone fredde.
  • La disponibilità nei vivai italiani è un indicatore indiretto di affidabilità: le varietà che si trovano facilmente sono quelle che i vivaisti hanno selezionato per robustezza.

Camellia japonica: le varietà più affidabili

‘Adolphe Audusson’ (1877)

Rosso semi-scarlatto, semidoppia, con stami gialli centrali visibili. Diametro 10–12 cm. Una delle japonica più robuste e più fiorite in Italia: produce boccioli in abbondanza e li porta a termine meglio di molte varietà moderne. Colorazione intensa che risalta sul fogliame verde scuro.

‘Alba Plena’ (antica)

Bianco puro, doppia perfetta con petali disposti a spirale. Il bianco più pulito tra le japonica comuni. Cresce lentamente ma diventa imponente con gli anni. Molto apprezzata nei giardini formali per la pulizia cromatica e la struttura perfetta del fiore.

‘Giulio Nuccio’ (1956)

Rosa-corallo intenso, semidoppia, con stami gialdi visibili. Fiore tra i più grandi della specie (fino a 15 cm). Varietà americana diventata una delle più coltivate al mondo per la combinazione di dimensione, colore e relativa facilità di coltivazione.

‘Nuccio’s Gem’ (1965)

Bianco puro, doppia formale perfetta. Considerata da molti la doppia bianca più bella della specie. Fiore di 10–12 cm a petali sovrapposti con precisione quasi matematica. Crescita più lenta di altre varietà.

‘Tricolor’ (Siebold, 1832)

Bianco con striature e macchie rosa e rosse. Variegatura irregolare che cambia da bocciolo a bocciolo. Nessun due fiori identici sulla stessa pianta: è il fascino principale di questa varietà storica. Molto robusta per l’età e la lunga selezione europea.

Camellia reticulata: per i climi miti

La reticulata è la specie con i fiori più grandi (fino a 20 cm in alcune varietà) ma anche la più delicata al freddo. Adatta alle zone 9–10 (costa ligure e tirrenica, Sicilia, Sardegna). In zone 8 o più fredde richiede protezione invernale o posizione molto riparata.

‘Captain Rawes’ (1820)

Rosa carminio intenso, semidoppia, fiore fino a 18–20 cm. Una delle prime reticulata introdotte in Europa, ancora tra le più magnifiche. Solo per climi miti o posizioni molto riparate.

‘Francie L’ (1964)

Rosa intenso, semidoppia ondulata. Tra le reticulata più diffuse nei vivai italiani per la relativa robustezza rispetto alla specie tipica. Produce fiori enormi (12–16 cm) anche nelle zone più fresche del suo range.

Camellia × williamsii: la scelta più affidabile

Gli ibridi williamsii sono il risultato dell’incrocio tra japonica e saluenensis ottenuto dal botanico J.C. Williams in Cornovaglia. Combinano la bellezza fiorale della japonica con una rusticicità superiore e una produzione di boccioli abbondante. I fiori cadono interi come la japonica, evitando l’effetto di fiori marci appesi alla pianta tipico di alcune japonica.

‘Donation’ (1941)

Rosa brillante, semidoppia. Considerato il williamsii più importante del XX secolo. Fioritura abbondantissima (più della maggioranza delle japonica), rusticicità eccellente, crescita vigorosa. Prima scelta assoluta per chi vuole una camelia affidabile in zone climatiche variabili.

‘Anticipation’ (1962)

Rosa-carminio, doppia, portamento eretto. Tra i williamsii più fioriti in assoluto: i boccioli si succedono per 8–12 settimane. Portamento colonnare ideale per spazi stretti o per la siepe.

‘Debbie’ (1965)

Rosa brillante, doppia irregolare. Una delle camellie più fiorite in assoluto: la pianta è letteralmente coperta di fiori per 6–8 settimane. Molto usata nei giardini pubblici inglesi e sempre più diffusa in Italia per l’affidabilità invernale.

‘Mary Christian’ (1942)

Rosa chiaro, semplice. Fiori piccoli ma prodotti in quantità straordinaria. Precocissima: inizia a febbraio in posizioni riparate. Ideale come prima camelia dell’anno.

Varietà di sasanqua da non dimenticare

‘Yuletide’: rosso vivo con stami gialli, semplice, fiorisce in novembre-dicembre. L’unica camelia rossa fiorente in pieno autunno-inverno. Compatta e adatta al vaso.

‘Narumigata’: bianca con margine rosa, profumata. Tra le sasanqua più profumate: fragranza dolce percepibile da diversi metri.

‘Crimson King’: rosso carminio, semidoppia. Portamento compatto e arrotondato. Molto resistente al freddo per la specie.

L’angolo spesso trascurato: le varietà a portamento eretto per spazi stretti

La maggior parte delle camellie ha portamento espanso. Per giardini con poco spazio laterale, esistono varietà a portamento colonnare che crescono in altezza senza occupare molto in larghezza: la già citata ‘Anticipation’ e la japonica ‘Mathotiana Alba’ sono tra le più indicate. Raggiungono 2–3 m di altezza con larghezza di soli 80–100 cm dopo 10–15 anni: ideali contro una parete stretta o tra due finestre.

La nostra esperienza con le varietà italiane

Nei giardini del nord Italia (zone 8, Pianura Padana e colline) la scelta più soddisfacente a lungo termine è quasi sempre un williamsii. ‘Donation’ e ‘Debbie’ continuano a fiorire anno dopo anno anche negli inverni più rigidi mentre le japonica perdono i boccioli. Nelle zone del centro-sud e della costa, la japonica esprime tutto il suo potenziale e la scelta puù concentrarsi sulla forma e sul colore del fiore.

Conclusione

La varietà giusta dipende dal clima prima che dall’estetica. Zone calde (9–10): japonica per i grandi fiori elaborati (Adolphe Audusson, Giulio Nuccio, Nuccio’s Gem). Zone temperate (8–9): williamsii per l’affidabilità (Donation, Anticipation, Debbie). Fioritura autunnale: sasanqua (Yuletide per il rosso invernale, Narumigata per il profumo). Climi miti eccezionali: reticulata per i fiori enormi (Captain Rawes, Francie L). La camelia giusta nel clima giusto non ha bisogno di nessuna protezione: si prende cura da sola.

Domande frequenti

Quale camelia è la più resistente al freddo?

Gli ibridi williamsii sono i più resistenti (fino a −15°C). Tra le japonica, le varietà storiche come Adolphe Audusson sono più rustiche delle moderne. Per i climi con inverni rigidi, Donation e Debbie (williamsii) sono le prime scelte.

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.

Questo sito è protetto da hCaptcha e applica le Norme sulla privacy e i Termini di servizio di hCaptcha.